Assassin’s Creed Odyssey, abbiamo giocato il capitolo ambientato in Grecia


È evidente come Ubisoft abbia già digerito e archiviato l'idea di sviluppare i capitoli di Assassin's Creed offrendo un maggiore tempo di riposo tra un episodio e il successivo visto che siamo qui quest'oggi per parlarvi di Odyssey, il nuovo titolo del vendutissimo franchise. L'anno di pausa preso dal publisher tra Syndicate e Origins è stato insomma un fenomeno isolato, probabilmente legato al tempo necessario a mettere in piedi un restyling che ha attraversato questa proprietà intellettuale coinvolgendola su tutti i fronti: da quello tecnico a quello narrativo, passando per una struttura di gameplay letteralmente rivoltata come un calzino. Se quindi Assassin's Creed Origins ha saputo dimostrare un effettivo impegno di Ubisoft nel rinnovare il franchise, Odyssey è il classico capitolo intermedio che punta a rifinire e a ripulire le meccaniche del titolo più rivoluzionario, offrendo poche innovazioni ma implementando un importante lavoro di limatura su ogni singolo aspetto. E, nel caso specifico di Odyssey, anche una manciata di aggiunte che, pur non modificando in modo sconvolgente il gioco, si portano in dote delle conseguenze molto importanti.

L’AMBIENTAZIONE GRECA

Partiamo dalle informazioni più didascaliche che abbiamo potuto raccogliere grazie alle varie presentazioni e alle conferme avute durante la conferenza Ubisoft, per poi passare alle nostre impressioni legate alla fase di prova a cui abbiamo partecipato. Assassin's Creed Odyssey sarà ambientato nella Grecia antica, per la precisione nel 431 avanti Cristo, circa 400 anni prima di Origins. Difficilmente avremo dei punti di contatto con i personaggi del capitolo ambientato in Egitto a differenza di quanto affermato nelle recenti voci di corridoio, ma ovviamente non è detto che possa esserci un qualche flash forward o magari un colpo di scena finale che possa gettare un ponte tra i due episodi e i personaggi coinvolti. Ora ce la dovremo vedere con un momento cruciale della civiltà umana: la nascita della società occidentale per come la conosciamo noi, visto che il periodo storico è quello che ha segnato alcune delle principali evoluzioni nel campo della scienza, della politica, della filosofia e dell'arte. Ma non è tutto rose e fiori perché sullo sfondo si combatte la terribile guerra del Peloponneso tra Sparta e Atene che molti hanno imparato a conoscere in modo estremamente fantasioso, nella graphic novel 300 di Frank Miller eccezionalmente trasportata al cinema nell'omonimo film di Zack Snyder. E non è un caso che ci ritroviamo a citare proprio quest'opera.

Ai nostri comandi troveremo un soldato di sangue spartano, esiliato dalla sua stessa famiglia a causa di una terribile profezia dell'oracolo di Delfi e diventato mercenario pur di guadagnarsi da vivere. A distanza di 17 anni da un terribile sacrificio che lo ha quasi portato a perdere la vita, si ritroverà a tornare nella sua patria per uno strano incarico e rientrerà in contatto proprio con quei parenti che, anni prima, lo hanno allontanato con disonore. Da qui partirà l'odissea che dà il titolo a questo capitolo: una sorta di epica che rispetta alla perfezione gli archetipi della tragedia greca. La stessa discendenza di questo personaggio ben evidenzia la natura romanzata della storia messa in piedi da Ubisoft visto che il nostro avatar è il nipote di re Leonida da cui eredita la mitologica lancia spezzata. Ma qui si annida un'importante differenza con quasi tutti i capitoli precedenti di Assassin's Creed: all'inizio della nostra avventura potremo scegliere di comandare un protagonista maschile, Alexios, oppure la controparte femminile, Kassandra. Nulla cambierà in termini di storia, combattimenti, abilità o equipaggiamento. Si tratta di una pura scelta estetica che ci accompagnerà per l'intero svolgimento del gioco e che Ubisoft ha scelto di offrirci per questioni di immedesimazione.

Il publisher francese ci ha poi confermato che per quello che riguarda la linea narrativa "moderna", Odyssey proseguirà la storia di Layla Hassan, la ragazza archeologa vista per la prima volta in Origins la cui storia personale continuerà a essere raccontata in questo sequel. In che modo i suoi studi si sposteranno dalle mummie egiziane alle spoglie greche non ci è dato saperlo, ma siamo abbastanza sicuri che sia intenzione di Ubisoft cercare di mettere in piedi un nuovo arco narrativo che, nel tempo, riesca a smorzare il costante rimpianto dei fan verso i tempi d'oro di Desmond Miles (la cui storia personale si è conclusa in Assassin's Creed III). Per il momento quello che sappiamo è che la fedeltà nella componente storica sarà rispettata nel migliore dei modi, fermo restando che Odyssey è pur sempre un'opera d'intrattenimento che farà ampie concessioni al mito dell'antica Grecia e ad alcune delle sue figure chiave: come è sempre capitato nei capitoli di Assassin's Creed infatti, potremo incontrare alcuni personaggi molto noti nella storia dell'umanità e tra questi sono confermati Ippocrate e Socrate. Quest'ultimo è protagonista anche dello spezzone di gameplay mostrato durante la conferenza del publisher.

UN GAMEPLAY FAMILIARE CON DELLE PICCOLE NOVITÀ

Odyssey si innesta senza troppi sforzi nel solco scavato da Origins: nel momento in cui si passa a parlare del gameplay infatti, si nota chiaramente come questo nuovo capitolo abbia potuto giovare dell'eccellente lavoro svolto dal team di Ubisoft Montreal che si è dovuta sobbarcare il complesso lavoro di restauro di questo franchise. Il team del Quebec si è quindi potuto concentrare su quel lavoro di rifinitura e pulizia di cui parlavamo in apertura di articolo. Per questo motivo Odyssey si configura ancora come un gioco di ruolo action open world ma stavolta il tema ricorrente è l'impatto del giocatore sul mondo, sulla storia e sui personaggi che lo circondano, all'insegna di una libertà di espressione che aumenta a dismisura. In che modo? Con l'introduzione dei dialoghi multipli che di fatto, rivoluzionano la narrativa statica e non interattiva degli Assassin's Creed. Ora, esattamente come avviene in un qualsiasi Mass Effect, The Witcher, Horizon Zero Dawn, potremo scegliere cosa dire durante le interazioni con i personaggi non giocanti scegliendo tra varie linee di dialogo, molte delle quali completamente facoltative.

Sarà sempre molto chiaro quale risposta porterà avanti la storia e quali invece ci consentiranno di approfondire la storia dei personaggi con cui interagiamo o di conoscere qualcosa di più delle vicende in cui è coinvolto il nostro avatar. Ma la parte davvero interessante è che in determinati contesti sarà anche possibile mentire, essere più aggressivi, fare delle avance e queste nostre scelte avranno conseguenze concrete non solo nelle relazioni con gli altri, ma anche con l'esito di molte quest. Sarà quindi possibile modificare sensibilmente il prosieguo della storia e gli avvenimenti a cui potremo partecipare, con il risultato ultimo di portarci a vivere epiloghi differenti in funzione del nostro atteggiamento. È scontato che non si tratti di un'innovazione sconvolgente nel nostro mercato, ma in un franchise così schematizzato e guidato come può essere Assassin's Creed una tale aggiunta è davvero notevole e può di fatto trasformare un gameplay che abbiamo ormai imparato a memoria.

Odyssey segna anche il ritorno delle battaglie navali completamente libere e a totale discrezione del giocatore. Sparite dai tempi di Assassin's Creed IV: Black Flag e reintrodotte soltanto in alcune sequenze fortemente guidate in Origins, con questo nuovo episodio sarà possibile lanciarsi nel Mare Egeo percorrendo l'intero arcipelago del Peloponneso alla ricerca di vascelli da attaccare in un'esperienza "seamless": senza alcun caricamento o limite di sorta. Il vascello diventerà la nostra casa: potremo personalizzarlo esteticamente, modificare il suo equipaggiamento agendo sulle vele, i cannoni, lo scafo e soprattutto gestendo l'equipaggio. Questo lo potremo reclutare chiedendo a qualsiasi personaggio non giocante che incontreremo sulla nostra strada di entrare a far parte della ciurma. Lo sviluppatore ci ha rivelato che così facendo avremo accesso a specifici bonus o abilità aggiuntive che ci aiuteranno a risolvere a nostro favore ogni scontro in mare aperto.

LE NOSTRE IMPRESSIONI

E partiamo proprio dalle sequenze in mare che abbiamo affrontato molto rapidamente durante la nostra lunga sessione di prova: se avete già giocato le sezioni navali di Origins o, ancora meglio, la componente marittima di Black Flag, sapete perfettamente cosa aspettarvi con, semplicemente, un maggiore grado di personalizzazione e, da quanto ci è apparso a prima vista, una maggiore velocità di esecuzione dei comandi e degli attacchi. Almeno per quanto concerne l'imbarcazione che abbiamo potuto provare che, dovendo fare affidamento sui rematori per potersi muovere, non ci costringeva alla gestione tattica dei venti per regolare le nostre virate, ma ci consentiva di solcare i mari alla massima velocità in praticamente ogni condizione. Dovremo sicuramente tornare su questo aspetto per capire meglio quanto e come sarà integrato con la campagna principale del gioco e verificare se effettivamente saprà garantire una maggiore varietà rispetto a quanto visto nei capitoli già citati.

Nel momento in cui si mettono i piedi per terra il titolo è perfettamente identico a Origins ad eccezione di una piccola manciata di sfumature. Il parkour, la componente stealth, la gestione dell'aquila per trovare i bersagli e identificare i nemici, la raccolta delle quest e dell'equipaggiamento e, ovviamente, lo stile di combattimento. Proprio in quest'ultimo ambito si annida l'unica, grande differenza con il precedente capitolo. Adesso l'adrenalina non serve più soltanto ad attivare la mossa speciale dell'arma equipaggiata, ma anche per utilizzare una serie di abilità speciali che dovremo prima sbloccare dalla schermata dei talenti, completamente ridisegnata in questo sequel, e poi montare nei due menu a comparsa. Per entrare nel dettaglio, tenendo premuto il dorsale sinistro o il grilletto sinistro avremo accesso, rispettivamente, a quattro abilità per il combattimento melee e altrettante per quello a distanza, che potremo poi concretamente attivare con il relativo pulsante frontale del pad. È in questo ambito che si nota l'influenza di 300: il mitico calcio di Sparta, i colpi in volo con la lancia oppure un certo modo di togliere lo scudo all'avversario, sembrano essere estrapolati dalla pellicola cinematografica di Zack Snyder.

Ora i talenti sono suddivisi in tre alberi più "classici" rispetto alla mappa delle abilità vista in Origins: cacciatore per chi vuole specializzarsi nell'uso dell'arco, guerriero per chi vuole puntare sul combattimento melee e assassino per chi privilegia l'approccio stealth. Non mancano ovviamente abilità passive e una manciata di skill basiche che determinano il comportamento del protagonista nelle azioni tipiche di un assassino: dalla sincronizzazione della mappa, all'uso dell'aquila, alla parata, alla gestione del cavallo. È presente anche una piccola novità che riguarda l'equipaggiamento: sembra infatti essere sparito il potenziamento di alcuni pezzi che in Origins non potevano essere sostituiti come i bracciali o la lama celata (tra l'altro ci stiamo chiedendo: che fine avrà fatto?) in favore di una maggiore personalizzazione, ma soprattutto per lasciare spazio all'incisione dei pezzi di armatura e delle armi. Si tratta di una meccanica che non abbiamo potuto approfondire ma che dovrebbe permettere di incidere dei bonus passivi permanenti utilizzando le competenze di un fabbro e in funzione di alcune ricette che potremo probabilmente acquistare.

Assassin's Creed Odyssey ci ha infine fatto un'ottima impressione sul fronte tecnico. Il titolo si è presentato su Xbox One X, dove lo abbiamo giocato, già in ottima forma con una fluidità abbastanza buona, una notevole pulizia dello scenario e soprattutto un deciso balzo in avanti nelle animazioni e nell'espressività facciale dei protagonisti. Inoltre il colpo d'occhio è, se possibile, ancora migliore di quello di Origins grazie al totale cambio di ambientazione che ha finalmente abbandonato la monotonia cromatica dell'Egitto in favore di uno scenario enormemente più colorato e rigoglioso, quale è quello mediterraneo della Grecia. Almeno per quello che concerne le due isole di Delos e Mykonos che facevano da sfondo alla nostra demo.

L'Assassin's Creed di quest'anno sembra rispettare alla perfezione quell'alternanza tra per rivoluzione e rifinitura a cui sono soggetti, alternativamente, i vari capitoli del franchise. Se Origins era l'episodio del grande cambiamento, Odyssey è quello dell'ottimizzazione. Di base la struttura di gioco è estremamente similare al predecessore ma un occhio più attento non potrà fare a meno di notare le numerose, sottili introduzioni, alcune delle quali davvero sostanziali come i dialoghi a scelta multipla o le abilità da attivare in combattimento. L'appuntamento è fissato al 5 ottobre, data di uscita furbamente anticipata da Ubisoft per evitare qualsiasi contatto con Red Dead Redemption 2.

CERTEZZE
  • I dialoghi a scelta multipla rivoluzionano la narrativa del gioco

  • Tecnicamente più stabile, pulito e con una palette cromatica più vibrante

  • Le abilità da attivare in combattimento sono una piacevole aggiunta...

DUBBI
  • ...ma ci lasciano preoccupati in termini di bilanciamento

  • A prima vista può sembrare troppo simile a Origins

#AssassinsCreedOdyssey #ubisoft #E3

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