Cosa si cela nell'ombra di Shadow of the Tomb Raider?

In attesa della presentazione, qualche considerazione sul nuovo capitolo di Tomb Raider

L'uscita del nuovo film di Tomb Raider al cinema ha fornito un assist troppo ghiotto per non venire sfruttato anche da Square Enix sul fronte videoludico, e così nonostante la presentazione del nuovo Shadow of the Tomb Raider sia fissata per il 27 aprile, nel giorno dell'approdo di Alicia Vikander nei panni di Lara Croft sul grande schermo abbiamo anche assistito ad un brevissimo assaggio del nuovo capitolo della serie. Veramente troppo poco per capirci ancora qualcosa, ma abbastanza per aprire i rubinetti delle chiacchiere da internet e provare a mettere insieme qualche speculazione che possa avere un senso, oltre a ripassare un po' la storia che abbiamo vissuto finora. Prima di tutto, un elemento piuttosto curioso per chi ha seguito le vicende di questo gioco "fantasma", almeno fino a qualche giorno fa: è una delle rare volte in cui il titolo emerso fin dal primo rumor in assoluto, a distanza di anni, si conferma essere vero. Shadow of the Tomb Raider apparve per la prima volta nell'ottobre del 2016, ovvero a un anno di distanza dal primo lancio di Rise of the Tomb Raider su Xbox One, in una di quelle classiche voci di corridoio che è veramente difficile prendere sul serio: un utente di Reddit postò una foto scattata in metropolitana, dalla quale si vedeva lo schermo acceso di un portatile su cui qualcuno - evidentemente un addetto ai lavori - stava visualizzando dei documenti top secret relativi a un misterioso Shadow of the Tomb Raider. Un rumor di quelli succosi ma assolutamente poco realistici, venne da pensare all'epoca, invece a discapito della razionalità era tutto vero e a distanza di un anno e mezzo ci ritroviamo effettivamente ad aspettare Shadow of the Tomb Raider.

LA FINE DELL'INIZIO

Il nuovo capitolo dovrebbe rappresentare la conclusione dell'ideale trilogia delle origini di Lara Croft, partita nel 2013 con il reboot che ha fatto un po' discutere ma che in definitiva ha riscosso un notevole successo, certificando anche commercialmente il nuovo corso deciso da Crystal Dynamics e Square Enix per questo franchise il cui destino non era scontato, considerando la stanchezza che si portava dietro dalla trilogia intermedia (Legend, Anniversary, Underworld). Lo stile Crystal Dynamics è stato apprezzato da molti, ma risultava anche chiaro che Tomb Raider necessitasse di una svolta per ritrovare una propria identità precisa e forse più al passo coi tempi, per così dire. Ricostruire un'icona come Lara Croft è stata un'operazione coraggiosa e rischiosissima, considerando che si tratta di uno dei pochi personaggi videoludici diventati a tutti gli effetti parte della cultura popolare in genere, ma è risultato necessario per dare una nuova impronta alla serie e poter raccontare in maniera efficace le origini del personaggio.

Tra il primo e il secondo capitolo il percorso è stato lineare e coerente, in termini concettuali e stilistici, ma sul terzo non sappiamo esattamente cosa aspettarci visti anche i cambiamenti decisi nell'organizzazione della forza lavoro impiegata nella sua creazione. Gran parte dello sviluppo è infatti affidato a Eidos Montreal, con Crystal Dynamics dirottata sul nuovo progetto basato sugli Avengers all'interno di una strana e grossa rotazione delle mansioni dovuta evidentemente a un sovraccarico di titoli di enorme calibro in cantiere presso Square Enix. In ogni caso, l'indirizzo per il nuovo Tomb Raider è ormai ben definito ed è difficile pensare a modifiche stilistiche percepibili in un progetto che sarà comunque già arrivato ormai quasi a conclusione, considerando che l'uscita è prevista per il 14 settembre 2018.

LE ORIGINI

Come fare per raccontare nuovi aspetti di un personaggio che è ormai conosciuto da tutto il mondo, protagonista già di nove capitoli solo per quanto riguarda la serie regolare? A questa domanda i Crystal Dynamics risposero mettendo al centro della storia proprio lei, Lara Croft, iniziando a buttare sul fuoco un po' di elementi da cucinare con calma nel corso di una nuova trilogia, concentrandosi in particolare sulla famiglia Croft. Nel nuovo inizio, Lara ha ventun anni ed è già una promessa dell'archeologia, essendosi laureata con pieni voti e dimostrando un temperamento non comune, spinta anche dalla volontà di seguire le orme del padre e sostenuta da un gruppo di amici esploratori.

La prima avventura è già un battesimo del fuoco e la scoperta del leggendario regno di Yamatai pone le fondamenta del particolare mondo di Tomb Raider, recuperandole in maniera organica dalle origini della serie: mito, ricostruzione storica, pericoli terreni e minacce ultraterrene si fondono in una spettacolare successione di eventi che riescono a ricomporre le atmosfere della serie classica pur presentando una protagonista in formazione, non avendo raggiunto la padronanza dei propri mezzi che è tipica della Lara tradizionale. L'esperimento è riuscito e anche i detrattori della nuova visione ammettono che l'introduzione degli elementi survival e la netta apertura degli scenari rappresentano dei passi verso una direzione interessante, anche se l'esplorazione libera è ancora piuttosto limitata e lo spirito originario della serie si ritrova soprattutto confinato nelle "tombe", sorte di omaggi al level design classico che appaiono alquanto slegate dall'azione standard del gioco ma rappresentano forse la massima espressione anche del nuovo Tomb Raider.

L'ASCESA

Il crescendo finale del primo Tomb Raider fa capire cosa stia succedendo alla protagonista, e lo stesso titolo del capitolo successivo conferma la strada intrapresa: Rise of the Tomb Raider racconta l'ascesa di Lara Croft al rango che le spetta di vera e propria eroina. È un gioco più maturo e completo del predecessore, che dimostra una visione più ampia del progetto da parte di Crystal Dynamics dopo l'avvio ancora piuttosto sperimentale del reboot e le sue incertezze in termini di ritmo ed estensione delle mappe. Rise of the Tomb Raider rappresenta un'evoluzione della nuova idea di Tomb Raider ad ogni livello, sia in termini di gameplay che in ambito di contenuti, con aree più ampie esplorabili con maggiore libertà, ulteriori meccaniche di gioco e raffinamento di quelle inserite nel capitolo precedente e una maggiore quantità di tombe, come richiesto da buona parte dei giocatori.

Tutto questo, all'interno di un'impalcatura grafica pensata soprattutto per l'attuale generazione di console, ha portato a uno dei titoli più interessanti di questi anni, cosa che fa veramente ben sperare anche per il prossimo capitolo. Tomb Raider ha trovato nel capitolo del 2015 la sua forma completa e stabile, con un buon equilibrio tra le diverse componenti su cui si fonda la nuova soluzione intrapresa da Crystal Dynamics fra esplorazione (più o meno) libera, evoluzione ruolistica del personaggio, fasi action e sezioni platform o comunque di interazione con gli scenari. Sistemati i meccanismi interni e la struttura fondamentale, per il prossimo capitolo quello che resta da fare è soprattutto mettere in scena una buona storia, proporre ambientazioni interessanti e possibilmente spingere ulteriormente sulle caratteristiche storiche della serie, ovvero il level design, gli enigmi e l'interazione con gli scenari anche a discapito delle scene più action e shooter, aumentando il numero delle tombe ma possibilmente senza limitare a queste la cura nella costruzione di ambientazioni complesse.

L'OMBRA INCOMBENTE

Sono parecchi gli interrogativi aperti fin dal titolo del nuovo capitolo, per arrivare al breve teaser trailer pubblicato qualche giorno fa. Prima di tutto: cosa significa Shadow of the Tomb Raider? A cosa si riferisce l'ombra che caratterizza il titolo stesso del gioco? È chiaro che fin dall'inizio le nuove avventure di Lara Croft sono sempre state accompagnate da qualcosa di oscuro: il peso di un'eredità troppo ingombrante per la giovane archeologa/esploratrice, ossessionata dalla volontà di affrancarsi con le proprie forze dalle fortune e dalle maledizioni della propria famiglia ma anche di fare chiarezza una volta per tutte sul destino del padre. Secondo gli sviluppatori Shadow of the Tomb Raider sarà "l'entusiasmante finale delle origini di Lara Croft", il momento distintivo della sua consacrazione a Tomb Raider. L'ombra, che in definitiva ha accompagnato la protagonista fin dall'inizio, potrebbe dunque essere quella del padre, il cui mistero dovrebbe svelarsi in questo nuovo capitolo visto anche il fatto che - spoiler! - dalla conclusione di Rise of the Tomb Raider sembra aprirsi la possibilità che il personaggio in questione non sia affatto morto e che si nasconda dunque da qualche parte.

Oppure l'ombra potrebbe essere la parte oscura della stessa Lara Croft, la cui personalità è diventata sempre più dura e tenebrosa con l'avanzare dell'avventura, avvicinandosi agli elementi più forti e spietati del suo carattere storico, e la nuova immagine pubblicata nei giorni scorsi sembra mettere in evidenza questa caratteristica. Quasi a rimarcare il tema dell'ombra, non si può evitare di cogliere il riferimento all'eclissi che compare già dal teaser trailer e sembra caratterizzare un po' tutta l'ambientazione del nuovo capitolo, come una sorta di enorme minaccia incombente su Lara e sul mondo intero. È probabile che avremo ancora a che fare con la Trinità, l'organizzazione oscura che ha già dato la caccia alla protagonista nel capitolo precedente, ma c'è un'atmosfera apocalittica in Shadow of the Tomb Raider, che fa pensare a una minaccia su scala ancora più vasta. In questo senso, il riferimento alla probabile ambientazione precolombiana, con le sue tradizioni divinatorie, esoteriche e inquietanti, sembra calzare a pennello. Appuntamento dunque al 27 aprile 2018 con l'evento speciale organizzato da Square Enix per la presentazione ufficiale di Shadow of the Tomb Raider, che dovrebbe poi arrivare sul mercato il 14 settembre.

#ShadowoftheTombRaider #CrystalDynamics #SquareEnix

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